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BILANCIO ASSOCIATIVO

Il VANNI e Jaffna

Il VANNI e Jaffna

Sfollati di guerra

Sfollati di guerra

Il tempio di Jaffna

Il tempio di Jaffna

Visita in SRI LANKA 2012

   Per l'undicesima volta siamo tornati in Sri Lanka per la nostra visita annuale.
Anche quest’anno eravamo in quattro: Peppino, Marina, Concetta e Ottavio.
  Con la consapevolezza di sempre abbiamo svolto il nostro lavoro negli incontri con i bambini e nelle visite agli asili, alle scuole di taglio e cucito, al doposcuola Samidu Gana, all'orfanotrofio di Pesalai.
Lo stupore di sempre ci ha accompagnati in questi incontri. Anche questa volta la visita ci ha riservato un momento prolungato di indicibile emozione.
   Negli ultimi giorni della nostra permanenza ci siamo recati nel “Vanni” per incontrare ventidue nuovi bambini adottati nel 2011 attraverso un giovane sacerdote tamil padre Jei OMI.
Il Vanni è la zona a nord dello Sri Lanka, interessata dalla guerra civile dichiarata conclusa dal governo di Colombo nel 2009. Questa regione durante la guerra, era sotto il controllo dell’ LTTE, l’esercito delle Tigri Tamil, i ribelli che contestavano la politica del governo centrale.
L’attraversamento di questa regione è ancora oggi sconsigliato ai turisti, ma noi, con la presenza di Padre Jei e di Sr. Maristella, la superiora cingalese della missione di Lansigama, l’abbiamo compiuto.
   Siamo andati a Jaffna (la città più a nord dello Sri Lanka) con un van, attraversando il Vanni con le sue strade sterrate e i continui segni della guerra sulle case, nei cimiteri di macchine e mezzi militari, nelle campagne con le palme senza le chiome mutilate dalle bombe. Abbiamo dovuto chiedere dei permessi speciali alle autorità competenti per attraversare questa regione; abbiamo incontrato soldati e posti di blocco e abbiamo visto un numero esagerato di caserme e di zone militari; non abbiamo potuto visitare i campi profughi perché ci è stato negato il permesso.
Siamo stati guidati in questo viaggio da Padre Jei un oblato che, avendo studiato per alcuni anni a Roma, parla italiano. Padre Jei  insegna inglese all’Università di Jaffna ai futuri insegnanti e gira in moto per il Vanni per aiutare in tutti i modi possibili la gente e i bambini in difficoltà.
Con lui abbiamo visitato poveri villaggi e orfanotrofi, gestiti da suore e sacerdoti, in cui mancava tutto, anche la luce elettrica, ma ovunque siamo stati accolti con sorrisi e gentilezze, un’immancabile tazza di tè e una dignità e un’eleganza da lasciare incantati.
   Abbiamo visto bambini mutilati dalle mine e privi di uno o entrambi i genitori a causa dei combattimenti. Abbiamo preso le foto e i nomi di tanti bambini che cercheremo di aiutare contando sulla disponibilità e la generosità dei nostri sostenitori.
   A Jaffna abbiamo visto una città viva, piena di giovani in fermento, dove è iniziato un processo di ricostruzione di tutto ciò che la guerra ha distrutto.
Ringraziamo ancora una volta tutti i nostri sostenitori che ci supportano in questo grande impegno.
Peppino, Marina, Concetta e Ottavio   
marzo 2012

Il nuovo asilo di MADAMPE