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BILANCIO ASSOCIATIVO

  • I bambini di Mpasa
    I bambini di Mpasa

16 ottobre

La messa alle 8.30 nella piccola cappella della missione di Righinì apre la mattinata.
Le aspiranti, le novizie e le suore (sono 23), accompagnano ogni momento della messa con canti ritmati da un bongo e tanti altri strumenti improvvisati, confezionati in casa.
Le ragazze sono molto intonate e i canti ben eseguiti ti trasportano lontano…
A metà pomeriggio con suor Bibiana, a piedi, andiamo in un altro quartiere della città per prendere i dati di due bambini bisognosi di aiuto.
Attraversando la città abbiamo modo di immergerci in una realtà impensabile, molto lontana dal nostro ipocrita e scontato tran tran.
Numerosi sono i posti di ritrovo di sette religiose, qui molto numerose; la festa è occasione di incontri conviviali allietati da canti e momenti di preghiera.
Le strade, completamente dissestate, brulicano come sempre di tanti bambini; ai bordi tanta immondizia.
Il nostro è un grande giro che va dalla strada principale, percorsa da auto ammaccate, vecchie e sverniciate, senza sportelli, con cofani chiusi da torzoli di legno; sempre stracolme di passeggeri ammassati come sardine; non ci sono limiti per numero di persone trasportate, tutti trovano posto con le loro misere cose che portano sempre appresso.
Arriviamo davanti ad un piccolo recinto, suor Bibiana chiama qualcuno, ci viene incontro un bel signore con in braccio Matteo, un bimbo di otto mesi; il papà del bambino, mi dice suor Bibiana, è laureato ma non riesce a trovare lavoro e stenta a portare avanti la famiglia.
Con loro vive anche una ragazza madre e sua figlia Mamy Chery di soli tre anni: situazione molto comune in questi posti.


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