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BILANCIO ASSOCIATIVO

13 ottobre


Sulla porta d’ingresso un grande cartello con gli orari di apertura e, a caratteri cubitali, la scritta “OBIKA PHARMA” e cioè “Medicina che guarisce”.
All’interno le suore hanno provveduto a riempire gli scaffali delle medicine di più largo consumo.
Poco più in là raggiungiamo il dispensario; ormai è completato, i muratori stanno iniziando l’intonaco; a breve metteranno le porte e le finestre; più in là, appena ci saranno altri soldi si farà il pavimento e si metteranno le piastrelle dei bagni.
Suor Anastasia infermiera, ci mostra le varie stanze tra cui le due ultimamente aggiunte, che accoglieranno le partorienti qui molto numerose.
E’ in costruzione anche la fossa biologica; Scatto qualche fotografia, riprendo alcune scene e dopo torniamo alla piccola missione di Mpasa.
Dimenticavo, nel quartiere di Mpasa non c’è corrente elettrica, la linea elettrica si ferma all’inizio del vialone; i più fortunati, molto rari, hanno un piccolo generatore di corrente a gasolio, quasi sempre fermo perché non ci sono soldi per comprare il carburante.
In occasione della mia visita abbiamo provveduto ad acquistare e mettere in funzione un piccolo gruppo elettrogeno nella missione di Mpasa.
A pranzo mangiamo pasta e fagioli, portati da Righinì; terminiamo con dei mango molto gustosi.
Nel primo pomeriggio lasciamo Mpasa e ci rechiamo in un altro quartiere molto povero per incontrare una famiglia con cinque bambini la cui situazione è veramente precaria al limite della sopravvivenza.
Il paesaggio è sempre più squallido, baracche, strade e stradine di sabbia, mucchi di immondizia dappertutto e… tantissimi bambini.
I bambini mi sorridono e alcuni mi salutano anche se sono un “bianco”, un “mondele” come dicono loro; non posso fotografare, le mamme non vogliono.
Verso sera, dopo un altro tuffo nel caotico traffico del quartiere dell’aeroporto, torniamo a casa, a Righinì.
Non abbiamo fatto granché ma siamo molto stanchi

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