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BILANCIO ASSOCIATIVO

  • L\'Atelier di Righinì
    L\'Atelier di Righinì

12 ottobre

 Alle 8.30 in punto il portone principale del "Laboratorio della speranza" o meglio "atelier" come lo chiamano da queste parti, è stato aperto.

Ci hanno accolto le sei ragazze che da sette mesi frequentano il corso, la maestra maman Nicole, suor Pazienza e l'addetto ai ricami.

Per la particolare occasione il laboratorio è stato vestito a festa

Una ragazza del corso, suor Pazienza e la maestra leggono alcune righe di ringraziamento.

Ammiro i vestiti esposti, sono ben fatti; mi dicono che sono molto apprezzati dalla gente del posto: sono tante le persone che passando entrano nel laboratorio e ordinano i vestiti dopo averli scelti dai cataloghi esposti sulle pareti del locale.

Il laboratorio ha portato alla comunità di Righinì un piccolo contributo per la sopravvivenza.

Le entrate permettono, oltre che retribuire la maestra e il ricamatore, di acquistare le stoffe, il filo e tutto l'occorrente per il laboratorio; si riesce anche mettere da parte qualche spicciolo.

Il ricavato di quest'anno ha permesso di acquistare un congelatore e una nuova macchina da cucire, acquistata in occasione della mia visita.

Il congelatore permette di conservare la crema (jogurt) che le suore hanno imparato a fare che viene venduta ai passanti, ai visitatori dell'atelier e ai bambini che vanno a scuola.

Quando manca la corrente, due tre giorni alla settimana, si adoperano soltanto le macchine a manovella.

 

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